- Home Page
- Cronaca
- Politica
- Spettacolo
- Sport
- Speciale Comunali
Ultimissime
- Marsala, torna “Siciliamo”
- Monte Catalfano, 7° tour dell’amicizia in mountain bike
- Palermo, Vigili del fuoco aggrediti. Solidarietà del deputato Pd Mariella Maggio
- Il Calcio Sicilia vince il trofeo “Memorial Luigi Pecoraro”
- Antonio Ferrante su nuovo regolamento sulla movida a Palermo
- Finisce il regno della Spagna. Vince il Cile
- Coppie gay = coppie etero? Il via alla proposta di legge
- Palermo: ritorno in vista?
- Una delle figuracce più grosse al mondo! [VIDEO]
- Santa Flavia, uomo invade la stanza del sindaco per darsi fuoco
- La Marsalese Francesca Agate alla biennale di Varsavia.
- Siracusa, evaso dai domiciari è stato arrestato sul set di un film
- Monreale: microchippature gratuite per cani
- Villabate, il sindaco Cerrito:”Se Licciardi non smentisce sarà allontanato dalla maggioranza”
- Noto o Agrigento? Scegli anche tu!
- Modica: concussione e violenza sessuale in carcere, arrestati due agenti della penitenziaria
- Maturità, ecco le tracce della prima prova
- Bagheria, esami di stato: gli auguri del Sindaco Cinque agli studenti
- Palermo, dall’omicidio Pandolfo alle rapine ai supermercati, 2 giovani in manette
- Padre ricrea l’album di nozze con la figlia in memoria della moglie [FOTO]
- Palermo: blitz della Dia allo Zen, 17 arresti
I “barcellonesi” e il business del calcestruzzo: confisca da 20 milioni di euro giugno 17th, 2014 | di Veronica Alongi Cronaca 0
Una confisca da 20 milioni di euro è quella che stamane la Direzione Investigativa Antimafia, su previa richiesta della locale DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) tramutatasi in provvedimento emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, ha eseguito ai danni di due individui, Giovanni Rao e Giuseppe Isgrò, elementi di spicco del cosiddetto clan mafioso dei “barcellonesi” , riconducibile a Cosa nostra e attivo lungo l’area tirrenica della provincia di Messina.
I due criminali, attualmente detenuti e condannati per mafia ed estorsioni, erano dediti in particolare alla produzione e commercializzazione di calcestruzzo e conglomerati cementizi, arrivando a possedere ben quattro imprese leader nel settore prontamente sequestrate dagli uomini della DIA, coordinati dal Procuratore Capo Dr. Guido Lo Forte e del Sostituto Procuratore Dr. Vito Di Giorgio. Si tratta della “C.E.P”, la “I.C.E.M”, la “AGECOP” e la “C.P.P”, attraverso le quali venivano sfruttati capitali illeciti e si accaparravano commesse di rilievo, talvolta con metodi estorsivi, a scapito della concorrenza. A tal proposito è opportuno sottolineare l’appalto per il raddoppio ferroviario Messina-Palermo, per il quale la “AGECOP” ha destinato tra il 2005 e il 2007 consistenti quantità di calcestruzzo.
Oltre alle aziende suddette, il provvedimento di confisca ha riguardato 3 immobili ubicati a Barcellona P.G. e Castroreale, 2 motocicli,1 autovettura, quote societarie e rapporti finanziari: un patrimonio incompatibile con la situazione reddituale delle famiglie Rao e Isgrò.
Giovanni Rao, 50 anni, è definito il capo della famiglia mafiosa di Castroreale, legata ai barcellonesi, ed è stato coinvolto nell’ambito delle operazioni “Mare Nostrum”, “Gotha”( 20 di reclusione), “Gotha 2” e “Gotha 3”( 5 anni e 8 mesi di reclusione); secondo il collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, Rao avrebbe preso il posto del boss Giuseppe Gullotti, arrestato alla fine degli anni ’90, mettendosi alla guida dell’organizzazione mafiosa. Nei procedimenti “Gotha” e “Gotha 3” rientra anche Giuseppe Isgrò, considerato “il cassiere del clan” poiché operava come contabile anche per altre aziende controllate dallo stesso Rao: sempre Bisognano parlava di lui come del “factotum e alter ego di Giovanni Rao”, con il quale condivideva l’obiettivo di imporre un monopolio sulle forniture di calcestruzzo nei lavori pubblici e privati.
Giovanni Rao
Giuseppe Isgrò
Le news sulla tua città direttamente sulla tua pagina Facebook? Seguici!
Devi essere autenticato per inviare un commento.
Profilo annulla
Occorre aver fatto il login per inviare un commento
Argomenti caldi!
- Termini Imerese, Moscato: "Vogliamo chiarezza da Burrafato"
- Voto di scambio e preferenze comprate, scandalo su Termini
- Villabate: il consigliere Licciardi ammette la verità "la commissione elettorale è stata pilotata"
- Termini Imerese, evade dagli arresti domiciliari, pregiudicato in manette
- Villabate, il sindaco Cerrito:"Se Licciardi non smentisce sarà allontanato dalla maggioranza"