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“Mafia hai rotto”. E la Sicilia che non ci sta, oggi si sveglia più libera giugno 6th, 2014 | di Silvio Guagenti Cronaca 0
C’è una Sicilia bella, come c’è sempre stata. C’è una Sicilia che non ci sta, che non si piega, che vuole cambiare, c’è una Sicilia che si vuole bene, una Sicilia che vuole tornare a guardarsi allo specchio, fiera, pulita. C’è una Sicilia che dice no, che denuncia, che alza la testa. Ed è la stessa Sicilia che oggi si sveglia più bella, con 31 piaghe in meno. Una cittadella in particolare si sveglia più bella, Bagheria, più leggera, più pulita. Quella Bagheria che oggi diventa esempio in micro di una terra che non vuole più a subire, che è stanca delle intimidazioni, di muoversi tra le tenebre, tra la paura, che è stanca di lavorare per gli altri, che è stanca di farsi succhiare il sangue da parassiti. Erano 44 gli imprenditori che a Bagheria erano finiti nella morsa del racket delle estorsioni dei membri della famiglia mafiosa di Bagheria, che ieri, nel corso dell’operazione “Reset”, si è vista privare di 31 elementi. A denunciare sono stati una ventina, che con coraggio, hanno detto basta. E grazie a loro, alle loro testimonianze, oggi tutti noi siamo più liberi (ma solo un po’). Preso a calci il muro del silenzio, e dietro un muro, oggi, ci stanno coloro che nascosti continuanavano a “mangiare” sul lavoro degli altri. Alzate i calici siciliani, perché oggi ci rialziamo più leggeri, alzate i calici e brindate. Dedicate un brindisi a Giuseppe Sciortino, il costruttore bagherese che ha provato a dire no, ed è stato condotto al suicidio, sprofondato nella disperazione e in rovina dai suoi stessi estorsori. Che l’opera di questi uomini sia da esempio, per togliere quello sporco che nasconde il volto bello di questa terra, così splendida, ma allo stesso tempo così maledetta.
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