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Tetto massimo agli stipendi dei burocrati all’Ars? No problem, scatta la corsa alla pensione giugno 5th, 2014 | di Nicola Madonia Cronaca 0
I super compensi, dei superburocrati, della super Assemblea regionale siciliana … saranno tagliati, ma, dal primo agosto. E (c’è ancora un altro bel ma), ora, scatta la corsa alla pensione. “Perchè, scatta la corsa alla pensione?”, vi chiederete? Praticamente, il piano annunciato ieri (non sensa difficoltà), dal presidente Giovanni Ardizzone, prevederà una fase transitoria (ancora tutta da scoprire) in cui gli alti dirigenti potrebbero mantenere il vecchio stipendio in attesa di andare in “quiescenza” (ovvero un complesso di erogazioni che spettano al dirigente all’atto della cessazione del servizio) calcolando l’assegno sfruttando quelli che sono gli attuali parametri. Soprattutto per questo motivo il risparmio nei primi anni potrebbe essere minimo, o inesistente, perchè la spesa sarà collocata dal capitolo di bilancio destinato agli stipendi a quello dedicato alle pensioni. Il presidente dell’Ars ha dovuto forzare la mano per poter annunciare (almeno nella forma) la riduzione dei compensi, adeguati ora al tetto imposto da Renzi a Roma. La conclusione della trattativa coi sindacati è prevista per il 31 luglio. Dopodiché dovrebbero scattare tetti differenziati per fasce di carriera: i consiglieri parlamentari dovrebbero avere 240 mila euro lordi all’anno, gli stenografi al massimo 200, i segretari 145 mila e i coadiutori 111 mila. Il minimo agli assistenti: 92 mila. A quanto ammontarà realmente il risparmio? Come direbbe zio Paperone “Se proprio dovete spendere i soldi, spendete quelli degli altri”.
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