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Afda, l'associazione che aiuta i disabili - TrinacriaNews24

Diverso, una parola strana, ambigua a volte dispregiativa se utilizzata in determinati contesti; come quando si parla di disabili, additandoli, appunto, come diversi, inferiori, strani. Luigia Perricone, una donna, una mamma, è da tempo una persona impegnata a favore dei disabili per permettere loro di vivere come meritano, a testa alta e guardando gli altri non dal basso verso l’alto ma faccia a faccia, consapevoli di non essere diversi, ma unici.

“ Overcome barriers cultural” per un mondo che comunica la sua realtà e non l’apparenza. Un mondo capace di costruirsi il proprio futuro per rivelarsi in tutte le sue sfumature e potenzialità, per apparire in ciò che realmente è, e non come la fiction o le immagini stereotipate mostrano al mondo”

Queste sono le parole pronunciate dalla presidentessa dell’associazione AFDA Bagheria, Luigia Perricone, che da alcuni anni ormai si prende cura dei disbili nella cittadina alle porte di Palermo. Le abbiamo voluto chiedere delle informazioni in più sull’associazione, che lei gestisce, e di cosa vuol dire disabilità ed essere disabili.

Come è nata quest’associazione, e quali obiettivi sperate di raggiungere?

“L’Associazione AFDA, Associazione famiglie diversamente abili, nasce nel 2002, per rispondere alle esigenze delle famiglie desiderose di garantire ai propri figli, con disabilità lieve e medio- grave, un futuro dignitoso e decoroso, per tutelarne i diritti perché più esposti al rischio dell’emarginazione sociale. La sua azione è rivolta soprattutto ad attenzionare quei ragazzi diversamente abili usciti per sempre dal circuito scolastico e che trovano nella solitudine l’unico compagno di vita per la mancanza di una attenzione , un interesse adeguato e realistico e costruire una rete relazionale adeguata che non esiste nella vita pratica . Noi tutti speriamo di poter innanzitutto: costruire percorsi che tendano alla maggiore autonomia possibile, coinvolgere i disabili e le famiglie nell’elaborazione del proprio progetto di vita autonoma, sensibilizzare la società ad operare un’analisi più attenta ai reali bisogni, ma soprattutto avviare i giovani al volontariato per scoprire la gioia del dare.”

Crede che i disabili siano bersaglio di discriminazione o godano di minori attenzioni (minore sbocchi occupazionali per esempio) nella societa’ di oggi?

“Più che discriminazione, parlerei di forte disinteressamento, di distrazione e disinformazione, c’ è un forte disagio nell’affrontare la disabilità nelle sue varie manifestazioni perché nessuno ha mai costruito e cercato un rapporto diretto con essa. Si vive ancora di immagini stereotipate che persistono fortemente anche nelle persone di un certo spessore culturale, si insiste a spettacolarizzare ogni evento legato a questo tema con balli, canti, frasette scritte, buoni propositi , poi tutto scivola via.”

Esistono altre associazioni a Bagheria ? Perche’ non ne sentiamo quasi mai parlare?

“Esistono altre associazioni, ma ognuna è un’isola dentro a un deserto. Ognuno si è costruito e si cura il proprio orticello lontano dal mondo, contribuendo a creare uno scollamento con il territorio, che crede risolto con la pia attività assistenzialistica, un bisogno di vivere del giovane diversamente abile. Nessuna collaborazione, nessun confronto. Si creano eventi, buoni nei loro obiettivi, ma scollati dalla realtà. Spesso si ha la sensazione che si alimenti una assurda competizione. Gli assessorati fino ad ora non hanno fatto nulla per creare una rete associativa forte e coesa, probabilmente hanno ceduto alla politica delle spartizione di quei pochi fondi in possesso, mentre la costruzione di una cultura più aderente ai cambiamenti della nostra società impone un nuovo modo di vedere e di agire per la disabilità, una realtà ancora oggi molto lontana dall’essere realizzata. In una città grande come Bagheria è impensabile che una sola associazione si possa occupare di tutte le forme di disabilità. Far convivere in un unico salone un ragazzo autistico, uno grave, e un ragazzo che sa relazionarsi con gli altri e riesce a partecipare attivamente alla vita che lo circonda è improponibile. Forse qualche anno fa si ragionava così, ma erano altri tempi e altre logiche. Oggi è impensabile.”

Cosa fa quindi l’Afda per “differenziarsi” dalle altre associazioni, per creare una sorta di novità in questo panorama?

“ Tutte le mie attività tendono sempre a realizzare attività esperienziali dentro e con il territorio.

Come ha risposto Bagheria al vostro progetto a favore dei disabili?

Nei confronti di “Officina di vita” Bagheria sta rispondendo bene. C’è molto entusiasmo, interesse, voglia di intervenire e partecipare. Del resto le nostre attività sono rivolte a tutti, ai bambini, come ai ragazzi e agli adulti, diciamo al normodotato e alla visone di una cultura del mondo. Noi vogliamo far conoscere l’altra immagine di questa realtà, il ragazzo che canta, che vuole suonare o ballare che vuole andare al bar come tutti gli altri. Vogliamo rivalutare e migliorare ogni prestazione dei ragazzi perché acquistino forte autostima e insegnino agli altri che accettarsi così come si è, è una conquista socio culturale di tutti. Certo Bagheria mostra anche l’altra faccia e questa faccia l’ho pure sperimentata ; ci sono ancora sacche di resistenza, di disagio che si scontrano con le mie iniziative. Bisogna lavorare ancora tanto e per vincere i disagi e non sentirsi dire un’altra volta : Nenti ti hai vistu fari.”

“La disabilità non è una coraggiosa lotta o ‘il coraggio di affrontare le avversità’. La disabilità è un’arte. È un modo ingegnoso di vivere.” Neil Marcus.